Recensione: Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio

TITOLO: Mi sa che fuori è primavera
AUTORE: Concita De Gregorio
EDITORE/COLLANA: Feltrinelli/I Narratori
PREZZO: € 13.00 (cartaceo) - € 5.99 (e-book)
PAGINE: 122
GENERE: Romanzo d’inchiesta
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 giugno 2015
ISBN: 9788807031588
VALUTAZIONE: ♥ ♥ ♥ ♥ ♥



TRAMA
Per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.

Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita.
Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore.
Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore.
Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è nessuna traccia.
Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese.
Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo.
Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi.
Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé.

APPROFONDIMENTO
Una storia di dolore e di gioia di vivere mescolate insieme in modo emozionante. Come sempre, Concita De Gregorio ci racconta una storia vera e profonda. Una di quelle che senti al telegiornale ogni giorno, quasi ti travolge di continuo, per poi sparire nel nulla e diventare un dramma non più mediatico, ma personale.
La focalizzazione non è più sul dramma, ma sul suo superamento. Sul percorso psicologico, emotivo, personale, di una donna che ha perso tutto, ma non se stessa.
Quando ci sembra di aver perso ogni speranza, ogni ragione di vita, succede qualcosa di inaspettato che ti restituisce il senso della vita e allora sta a te credere ancora in te stessa, combattere contro te stessa per ritrovare il proprio spazio nel mondo.
La straordinarietà di questo libro è non solo nella storia, nelle emozioni, ma soprattutto nella forza comunicativa attraverso il racconto diretto, il diario, le lettere che ci fanno entrare nel cuore delle sensazioni di Irina.
Una storia che ti entra dentro ed è capace di toccare le corde più nascoste dell’anima.

Hocus Pocus

Isa Austen

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